Archivio 2020 136 seminari

Linear inverse problems are typically ill-posed in the sense of Hadamard and they require regularization strategies in order to compute meaningful approximation of the desired solution. Traditional regularization methods solve an optimization problem whose objective function consists of a data-fit term, which measures how well an image matches the observations, and one or more penalty terms, referred to as regularization terms, which promote some desirable properties of the sought-for solution. The quality of the computed solution strongly depends on the choice of the regularization parameters weighting the penalty terms. An advantage of multi-penalty regularization, when compared with one-penalty regularization, is that different features of the solution can be enhanced by using several regularization terms. However, a drawback of multi-penalty regularization is that one has to select the values of several regularization parameters. In this talk, we present spatially adapted multi-penalty regularization for solving linear inverse problems to promote simultaneously distinct features of the sought-for objects. In the presented approach, the function to be minimized contains one $\ell_1$ penalty term and several spatially adapted $\ell_2$ penalty terms. An iterative procedure is illustrated for the automatic computation of all the regularization parameters. As a case study, we present the application of adaptive multi-penalty regularization to the inversion of two-dimensional NMR data.
The purpose of the presentation is to introduce a version of a stochastic process known in the physical literature as Lévy-Lorentz gas and derive laws of large numbers and functional limit theorems for it. The model can be described as follows: we consider a point process omega given by an ordered array of points on the real line. We call omega the random medium. The nearest-neighbour distances between the points are i.i.d variables in the domain of attraction of a beta-stable distribution with beta belonging to (0,1) U (1,2). A random walk Y takes place on the medium according to the following rule. Independently of omega there exists a random walk S on the integers with i.i.d increments in the normal domain of attraction of an alfa-stable distribution with alfa belonging to (0,1) U (1,2). The role of S is to drive the dynamics of Y on the point process omega. For example, if a realization of S is (0,3,-1,…), the process Y starts at the origin of the real line, then jumps to the third point of omega to the right of 0, then to the first point of omega to the left of 0, and so on. Our process of interest is Y. We may describe it as a Lévy flight on a one-dimensional Lévy random medium. For all combinations of the parameters alfa and beta, we prove the annealed functional limit theorem for the suitably rescaled process Y, relative to the optimal Skorokhod topology in each case. When the limit process is not càdlàg, we prove convergence of the finite-dimensional distributions. When the limit process is deterministic, we also prove a limit theorem for the fluctuations, again relative to the optimal Skorokhod topology.
Una città etrusca dipendeva da un sito esterno con una buona visione sulla città detto auguraculum (A). Nell’auguraculum l’augure dirigeva l’augurazione della città. La diagonale principale della città era fissata da un raggio di sole all’alba o al tramonto di un giorno dell’anno (Natale della città). Su questa diagonale si fissava un punto U (umbilicum=centro del mondo) a distanza R dall’auguraculum. In U si faceva l’inaugurazione della città e si tracciava la diagonale secondaria lungo un raggio di sole al tramonto dello stesso giorno o all’alba di quello successivo. Si fissava il raggio del pomerio, un cerchio di centro U che circondava l’urbe identificata con l’orbe dell’universo. Le intersezioni delle diagonali con il pomerio fissavano i quattro vertici di un quadrilatero che si dimostra essere un rettangolo per simmetria rispetto alle bisettrici degli angoli tra le diagonali. Le stesse bisettrici formano la croce sacrale che indica le strade principali: decumano massimo e cardio maximus. Le bisettrici si trovano tramite le semicorde: i semilati del rettangolo. L’asse dell’universo (Cardine) proveniente dal polo Nord celeste penetrava nel punto U della Terra e ne usciva nel punto S, estremo Sud del pomerio. La proiezione del Cardine sommerso sul piano della città era la parte meridionale del cardine. Si considerano due proiezioni del Cardine sulla verticale in U e in S, rappresentate da una coppia di colonne cosmiche. Le colonne cosmiche sono intese come sostegni del Cielo sulla Terra, o viceversa. A causa del diverso moto di rotazione del Cielo e della Terra queste colonne, intese come plastiche, appaiono a torciglione. Per gli Etruschi erano piuttosto dei perni rigidi detti cardini. A volte erano un sistema articolato di infiniti perni inseriti tra i primi vicini. Ovviamente questo sistema era totalmente instabile. Secondo gli Indiani attorno ad un perno si avvolgeva una corda che veniva tirata agli estremi in una specie di tiro alla fune che faceva girare il perno stesso. Vincenzo Grecchi: Bologna: il mistero delle quattro croci e il rito etrusco (Acacne Editrice, Bologna 2019)
Una città etrusca dipendeva da un sito esterno con una buona visione sulla città detto auguraculum (A). Nell’auguraculum l’augure dirigeva l’augurazione della città. La diagonale principale della città era fissata da un raggio di sole all’alba o al tramonto di un giorno dell’anno (Natale della città). Su questa diagonale si fissava un punto U (umbilicum=centro del mondo) a distanza R dall’auguraculum. In U si faceva l’inaugurazione della città e si tracciava la diagonale secondaria lungo un raggio di sole al tramonto dello stesso giorno o all’alba di quello successivo. Si fissava il raggio del pomerio, un cerchio di centro U che circondava l’urbe identificata con l’orbe dell’universo. Le intersezioni delle diagonali con il pomerio fissavano i quattro vertici di un quadrilatero che si dimostra essere un rettangolo per simmetria rispetto alle bisettrici degli angoli tra le diagonali. Le stesse bisettrici formano la croce sacrale che indica le strade principali: decumano massimo e cardio maximus. Le bisettrici si trovano tramite le semicorde: i semilati del rettangolo. L’asse dell’universo (Cardine) proveniente dal polo Nord celeste penetrava nel punto U della Terra e ne usciva nel punto S, estremo Sud del pomerio. La proiezione del Cardine sommerso sul piano della città era la parte meridionale del cardine. Si considerano due proiezioni del Cardine sulla verticale in U e in S, rappresentate da una coppia di colonne cosmiche. Le colonne cosmiche sono intese come sostegni del Cielo sulla Terra, o viceversa. A causa del diverso moto di rotazione del Cielo e della Terra queste colonne, intese come plastiche, appaiono a torciglione. Per gli Etruschi erano piuttosto dei perni rigidi detti cardini. A volte erano un sistema articolato di infiniti perni inseriti tra i primi vicini. Ovviamente questo sistema era totalmente instabile. Secondo gli Indiani attorno ad un perno si avvolgeva una corda che veniva tirata agli estremi in una specie di tiro alla fune che faceva girare il perno stesso. Vincenzo Grecchi: Bologna: il mistero delle quattro croci e il rito etrusco (Acacne Editrice, Bologna 2019)