Archivio 2014 175 seminari

A seguito del Progetto Genoma siamo ormai in grado di leggere l'intero patrimonio genetico di qualunque specie. Per esempio conosciamo la sequenza dei 3,5 miliardi di basi che formano il DNA contenuto in una cellula umana. Ma sappiamo ancora molto poco sul significato biologico funzionale di questa sequenza. Più o meno il 2% del nostro DNA è una codifica chimico-algebrica, organizzata in circa 20.000 geni, della conformazione chimico-geometrica delle proteine e delle funzioni biologiche che esse possono svolgere proprio grazie a tale conformazione. I meccanismi molecolari alla base dei processi biologici di funzionamento del DNA e di espressione dei geni presentano incredibili analogie con le tecniche messe a punto dai matematici per lo studio della topologia dei nodi. Ecco perché la teoria dei nodi, e in particolare delle "matasse razionali", può essere usata come un potente microscopio per "vedere" anche ciò che neppure i microscopi elettronici possono mostrarci. Del restante 98% si sa molto poco. Fino a qualche tempo fa si pensava fosse "DNA spazzatura", residuo dell'evoluzione privo di un effettivo ruolo biologico. Oggi cominciamo capire che in realtà potrebbe giocare un importante ruolo epigenetico, cioè nell'attivazione o disattivazione dei geni anche in risposta agli stimoli ambientali. Lo studio delle proprietà geometriche e topologiche globali del DNA potrà dare un grande contributo alla comprensione delle dinamiche che regolano questi processi biologici fondamentali. Anche se, per dirla con le parole del famoso matematico Gromov, si tratta molto verosimilmente di uno di quei problemi "in bilico tra simmetria e caos, che attendono la nascita di una nuova matematica".
Let (W,S) be a Coxeter system and let * be an involution of the corresponding Coxeter diagram, that is, a self-inverse automorphism of W which preserves the set of simple generators S. Many fundamental properties of elements in a Coxeter group, such as the notion of a reduced expression, the length function, and the exchange and deletion principles have interesting, nontrivial analogues for just the subset of *-twisted involutions in W, by which we mean the elements w in W with w^* = w^{-1}. The first part of this mini-course will give an introduction to such combinatorial properties of twisted involutions, as developed by Hultman, Richardson, Springer, and others. As motivation, we will review along the way some of the applications of this theory to the study of symmetric varieties. The remainder of the course will be a survey of recent progress and open questions related to some problems in combinatorics and representation theory in which the twisted involutions of a Coxeter group play a central role. Topics will include among the following, as time allows: Lusztig and Vogan's recent study of the "twisted" analogue of the regular representation of an Iwahori-Hecke algebra; Rains and Vazinari's theory of "quasiparabolic sets," of which conjugacy classes of twisted involutions serve as important motivating examples; connections between certain variants of the Poincaré series defined for twisted involutions and q-analogues of orthogonal polynomials as studied by Cigler and others; and reduced expression counting problems for twisted involutions. The course should be accessible to graduate students with some prior exposure to the study of Coxeter groups, or at least with a little knowledge of finite group theory.
Nel mio seminario presenterò un costrutto teorico elaborato nel corso di un ampio studio realizzato nell’ambito di un progetto mirato a favorire un approccio innovativo alla didattica dell’algebra come strumento di pensiero. Il focus delle ricerche condotte è stato lo studio dei processi di insegnamento/apprendimento attraverso l’analisi delle interrelazioni tra le variabili studenti, docente e contenuto matematico in gioco. Il costrutto M-CACE (acronimo di “Modello di comportamenti ed atteggiamenti consapevoli ed efficaci”) nasce, a partire da questa analisi, come strumento per caratterizzare l’approccio di un docente capace di favorire l’acquisizione, da parte degli studenti, di competenze chiave nello sviluppo di processi di pensiero via linguaggio algebrico. Dopo una introduzione del quadro teorico all’interno del quale il costrutto è stato concepito, mostrerò, attraverso l’analisi di alcuni estratti di discussioni di classe, come esso possa risultare un utile strumento diagnostico per evidenziare un approccio efficace a queste tipologie di attività oppure eventuali aspetti problematici dell’approccio del docente. Cusi, A. e Malara, N.A. (2009). The Role of the Teacher in developing Proof Activities by means of Algebraic Language. In M. Tzekaki et Al., Proceedings of PME 33, vol. 2 (pp. 361-368). Thessaloniki (Greece). Cusi, A. (2009). Il linguaggio algebrico come strumento per dimostrare: l’interazione insegnante-allievo per uno sviluppo di nuove consapevolezze. Atti del XXXVIII Seminario Nazionale del Centro Morin, L’insegnamento della matematica e delle scienze integrate 32 A-B (6), 819-840. Paderno del Grappa. Cusi, A. (2012). L’insegnante come modello di comportamenti ed atteggiamenti consapevoli ed efficaci per favorire lo sviluppo di competenze e consapevolezze da parte degli allievi. L’insegnamento della Matematica e delle Scienze Integrate, 35 A-B, 393-414. Cusi, A., Malara, N.A. (2013, in press). A theoretical construct to analyze the teacher’s role during introductory activities to algebraic modelling. Proceedings Cerme 8, Antalya (Turkey).
È ben noto che le equazioni differenziali alle derivate parziali e soprattutto quelle non lineari sono alla base dei settori piu’ importanti sia della matematica pura che di quella applicata ed anche della fisica, della meccanica, della economia, ecc. Paradossalmente però, a dispetto della sua fondamentale importanza, la teoria generale di EDPN non e’ stata sviluppata, mentre solo singole EDPN di interesse particolare sono state studiate con metodi di natura del tutto specifici. Così, al momento, tutta l’area rappresenta una sorta di eccelente artigianato, inoltre e’ stata per molto tempo opinione comune che una teoria unificante, solida ed efficiente fosse impossibile. Ma, di recente, in seguito alla cristallizzazione di due nuove teorie unificanti, la situazione è drasticamente cambiata. La prima di queste teorie, chiamata “calcolo differenziale sulle algebre commutative”, può essere considerata la “logica” del calcolo differenziale e delle sue rappresentazioni su algebre commutative. In questo contesto la geometria differenziale standard e, più in generale, tutte le “matematiche differenziali” standard, sono la rappresentazione di questa logica su algebre di funzioni lisce su varietà differenziabili. In particolare, tutte le strutture studiate nella geometria differenziale moderna, nella meccanica dei mezzi continui, nella teoria di campo, nella teoria del controllo, in relatività, ecc., sono solo elementi particolari di questa “logica”. La seconda teoria, chiamata “calcolo secondario”, è la specializzazione del calcolo differenziale nel senso summenzionato alle diffiety. Una diffiety formalizza l’idea intuitiva di “spazio di tutte le soluzioni” di un sistema di EDPN. Esse formano una nuova classe di varietà infinito-dimensionali sulle quali il calcolo differenziale necessario può essere sviluppato solo sulla base del calcolo differenziale su algebre commutative. Il calcolo secondario rappresenta una sintesi naturale e originale di elementi di algebra commutativa e algebra omologica, geometria differenziale e geometria degli spazi di jet, topologia algebrica e altri strumenti matematici mai immaginati prima nel contesto delle EDPN. Lo scopo del seminario e’ di ofrire una introduzione informale a questa nuova area diella matematica moderna, dei suoi legami naturali con la fisica, la meccanica, ecc, le delle sue problematiche e prospettive. Al termine del seminario sara’ presentata la nostra “Diffiety School”, una scuola estiva sul tema.
ABSTRACT: l’analisi computazionale (computable analysis) potrebbe essere considerata come un “oggetto estraneo” al corpus della matematica classica, e al contempo non soddisfare i criteri di effettività o di immediata applicabilità richiesti dai matematici costruttivi o dagli analisti numerici. Eppure ha fornito negli ultimi anni strumenti utili per la dimostrazione di nuovi risultati in topologia classica e teoria degli insiemi, in particolare per quanto riguarda lo studio della discontinuità delle funzioni Borel-misurabili. Inoltre, alcuni recenti sviluppi hanno consentito di correlare il concetto di numero reale “random”, così come definito in teoria della ricorsività, e quello di funzione reale differenziabile. Più precisamente, l’analisi computazionale ha riconsiderato alcuni classici teoremi di analisi reale e teoria della misura riguardanti specifiche proprietà di derivabilità e ne ha formulato nuove versioni costituenti, per certi aspetti, “miglioramenti” degli enunciati originali. A titolo di esempio citiamo il Teorema di Lebesgue: ogni funzione non decrescente f:[0,1]-->R è differenziabile su tutti i reali al di fuori di un insieme di misura nulla. Questo enunciato non specifica la natura dell’insieme di eccezioni, il quale oltretutto è dipendente dalla scelta di f. Recentemente V. Brattka, J. Miller e A. Nies, sviluppando alcune ricerche preliminari di O. Demuth, hanno ottenuto una versione “migliorata” del classico risultato di Lebesgue: un numero reale z in [0,1] è “computably random” se e solo se ogni funzione reale computabile non decrescente f:[0,1]-->R è differenziabile in z. Si noti come il teorema classico di Lebesque sia un enunciato condizionale, mentre quello di Brattka, Miller e Nies fornisca una precisa caratterizzazione equivalente del concetto di differenziazione per un particolare tipo di funzioni. Inoltre viene individuato un ben determinato insieme di misura nulla che contenga tutte le le eccezioni possibili (quello dei numeri non computably random), aspetto tralasciato dall’originario Teorema di Lebesgue. Questo insieme risulta per di più essere del tutto indipendente dalla scelta di f. Simili risultati sono stati ottenuti anche per altri enunciati tradizionali inerenti il concetto di derivazione, quali il Teorema di Denjoy-Young-Sacks e quello di Differenziazione di Lebesgue, da un lato, ed alternativi concetti di randomness, quali Martin-Loef e Schnorr, dall’altro. Anche questi risultati saranno oggetto di presentazione nel corso del seminario.
ABSTRACT: l’analisi computazionale (computable analysis) potrebbe essere considerata come un “oggetto estraneo” al corpus della matematica classica, e al contempo non soddisfare i criteri di effettività o di immediata applicabilità richiesti dai matematici costruttivi o dagli analisti numerici. Eppure ha fornito negli ultimi anni strumenti utili per la dimostrazione di nuovi risultati in topologia classica e teoria degli insiemi, in particolare per quanto riguarda lo studio della discontinuità delle funzioni Borel-misurabili. Inoltre, alcuni recenti sviluppi hanno consentito di correlare il concetto di numero reale “random”, così come definito in teoria della ricorsività, e quello di funzione reale differenziabile. Più precisamente, l’analisi computazionale ha riconsiderato alcuni classici teoremi di analisi reale e teoria della misura riguardanti specifiche proprietà di derivabilità e ne ha formulato nuove versioni costituenti, per certi aspetti, “miglioramenti” degli enunciati originali. A titolo di esempio citiamo il Teorema di Lebesgue: ogni funzione non decrescente f:[0,1]-->R è differenziabile su tutti i reali al di fuori di un insieme di misura nulla. Questo enunciato non specifica la natura dell’insieme di eccezioni, il quale oltretutto è dipendente dalla scelta di f. Recentemente V. Brattka, J. Miller e A. Nies, sviluppando alcune ricerche preliminari di O. Demuth, hanno ottenuto una versione “migliorata” del classico risultato di Lebesgue: un numero reale z in [0,1] è “computably random” se e solo se ogni funzione reale computabile non decrescente f:[0,1]-->R è differenziabile in z. Si noti come il teorema classico di Lebesque sia un enunciato condizionale, mentre quello di Brattka, Miller e Nies fornisca una precisa caratterizzazione equivalente del concetto di differenziazione per un particolare tipo di funzioni. Inoltre viene individuato un ben determinato insieme di misura nulla che contenga tutte le le eccezioni possibili (quello dei numeri non computably random), aspetto tralasciato dall’originario Teorema di Lebesgue. Questo insieme risulta per di più essere del tutto indipendente dalla scelta di f. Simili risultati sono stati ottenuti anche per altri enunciati tradizionali inerenti il concetto di derivazione, quali il Teorema di Denjoy-Young-Sacks e quello di Differenziazione di Lebesgue, da un lato, ed alternativi concetti di randomness, quali Martin-Loef e Schnorr, dall’altro. Anche questi risultati saranno oggetto di presentazione nel corso del seminario.
Il lavoro di ricerca presentato in questo seminario può essere visto come intreccio di due filoni in didattica della matematica: quello semiotico, relativo all'uso dei segni e alle conversioni da un registro di segni all'altro, e quello relativo ai misconcetti in probabilità. Da un punto di vista semiotico, le ricerche sull'apprendimento della probabilità mostrano una relazione complessa tra l'uso degli artefatti (dadi, monete, giochi, eccetera), il passaggio a rappresentazioni simboliche (rapporto tra casi favorevoli e casi possibili, operazioni con frazioni, diagrammi ad albero) e la trasposizione formale (assiomi, legge dei grandi numeri, regole di composizione). Le conversioni tra diversi registri costituiscono spesso un ostacolo all'utilizzo della formalizzazione matematica per guidare le scelte dei giocatori d'azzardo, che fanno ricorso ad altre forme di pensiero: euristiche, misconcetti. Specificamente ai giochi d'azzardo, i misconcetti studiati in letteratura assumono un ruolo preponderante non solo nel determinare le scelte, ma anche a innescare circoli di dipendenza da gioco. La ludopatia sta diventando un'emergenza sociale e nel corso del seminario verranno forniti alcuni dati sul fenomeno in Italia (d'accordo con Pais e Valero, infatti, credo che la matematica e la sua didattica oggi debbano parlare anche di questioni politiche e sociali), per concentrarsi successivamente sui processi cognitivi che gli studenti mettono in atto in situazioni di apprendimento della probabilità: quali tipi di ragionamento sono attivati? Quando possiamo parlare di "approccio razionale" (secondo la definizione di Kahneman e Tversky)? Quale ruolo assume la probabilità? Quale percorso di insegnamento può nascere dalla sinergia tra insegnamento dei concetti di base della probabilità (previsto dal curriculum nazionale) e contrasto della ludopatia? Dopo un'illustrazione del quadro teorico di riferimento, nel seminario sono presentate le analisi dei primi dati raccolti in aula, una prima risposta a questi interrogativi e una discussione relativa a possibili strumenti di valutazione e prevenzione.
In recent years, the interdisciplinary field of imaging science has been experiencing an explosive growth in active research and applications. In this talk I shall present some recent and new work of modeling the inverse problem of removing noise and blur in a given and observed image. Here we assume the Gaussian additive noise is present and the blur is defined by some linear filters. Inverting the filtering process does not lead to unique solutions without suitable regularization. There are several cases to discuss: Firstly I discuss the problem of how to select optimal coupling parameters, given an accurate estimate of the noise level, in a total variation (TV) optimisation model. Secondly I show a new algorithm for imposing the positivity constraint for the TV model for the case of a known blur. Finally I show how to generalise the new idea to the blind deconvolution where the blur operator is unknown and must be restored along with the image. Again the TV regularisers are used. However with the splitting idea, our work can be extended to include other high order regularizers such as the mean curvature. Once an observed image is improved, further tasks such as segmentation and co-registration become feasible. There will be potentially ample applications to follow up. Joint work with B. Williams, J. P. Zhang, Y.Zheng, S. Harding (Liverpool) and E. Piccolomini, F. Zama (Bologna). Other collaborators in imaging in general include T. F. Chan, R. H. Chan, B. Yu, N. Badshah, H. Ali, L. Rada, C. Brito, L. Sun, F. L. Yang, N. Chumchob, M. Hintermuller, Y. Q. Dong, X. C. Tai, etc.
In recent years, the interdisciplinary field of imaging science has been experiencing an explosive growth in active research and applications. In this talk I shall present some recent and new work of modeling the inverse problem of removing noise and blur in a given and observed image. Here we assume the Gaussian additive noise is present and the blur is defined by some linear filters. Inverting the filtering process does not lead to unique solutions without suitable regularization. There are several cases to discuss: Firstly I discuss the problem of how to select optimal coupling parameters, given an accurate estimate of the noise level, in a total variation (TV) optimisation model. Secondly I show a new algorithm for imposing the positivity constraint for the TV model for the case of a known blur. Finally I show how to generalise the new idea to the blind deconvolution where the blur operator is unknown and must be restored along with the image. Again the TV regularisers are used. However with the splitting idea, our work can be extended to include other high order regularizers such as the mean curvature. Once an observed image is improved, further tasks such as segmentation and co-registration become feasible. There will be potentially ample applications to follow up. Joint work with B. Williams, J. P. Zhang, Y.Zheng, S. Harding (Liverpool) and E. Piccolomini, F. Zama (Bologna). Other collaborators in imaging in general include T. F. Chan, R. H. Chan, B. Yu, N. Badshah, H. Ali, L. Rada, C. Brito, L. Sun, F. L. Yang, N. Chumchob, M. Hintermuller, Y. Q. Dong, X. C. Tai, etc.
Si presenta un modello matematico del codice genetico basato su rappresentazioni non univoche dei numeri interi. In particolare, si dimostra che la degenerazione del codice genetico (sia nucleare sia mitocondriale) può essere descritta mediante sistemi di numerazione tipo non-potenza, tipicamente poco studiati dal punto di vista matematico. Il modello permette di interpretare in termini matematici tutte le simmetrie note del codice genetico; inoltre, evidenzia nuove simmetrie non precedentemente descritte. Un esempio importante di tali simmetrie è rappresentato dalla partizione del codice in classi dicotomiche. Oltre a essere definite come funzioni non lineari dell'informazione contenuta in un dinucleotide, le classi dicotomiche sono legate a specifiche interazioni biochimiche e possiedono simmetrie legate al gruppo V di Klein. La codifica dell'informazione genetica per mezzo delle classi dicotomiche permette di mettere in luce strutture universali di correlazione e di ottimizzazione dell'informazione genetica. Il modello evidenzia l'esistenza di proprietà fortemente conservate in termini evolutivi e permette di analizzare sulla base di primi principi sia l'origine della codifica delle proteine sia le funzioni biologiche associate a tali proprietà. Tra queste ultime spicca la presenza di meccanismi per la rilevazione e la correzione degli errori analoghi a quelli utilizzati nella trasmissione di dati digitali in applicazioni di tipo ingegneristico. A tale proposito si presentano anche alcuni risultati sui codici circolari, strutture matematiche coinvolte nei meccanismi di mantenimento del frame di lettura nella sintesi delle proteine.